Araldica 4. Di alcuni stemmi dell’Alto Ionio, tra portali e pietre minori: Canna e il circondario in un’ipotesi migratoria delle maestranze.

stemma pace san costantino albanese alba fragalia araba

     A dispetto di un coordinamento non sempre eccellente, ha finalmente visto la luce il volume miscellaneo La Pietra. Il mestiere e l’arte del decorare. Storia della lavorazione della pietra nella provincia di Cosenza, Cosenza, 2015. Esso contiene, tra i molti contributi, un capitolo interamente dedicato all’araldica di una poco indagata zona geografica del Mezzogiorno, ovvero l’area ionica a cavallo tra Calabria e Basilicata. Questo il link da cui il capitolo è gratuitamente scaricabile:

PS A chi fosse particolarmente interessato all’argomento, l’Autore aggiunge pure le due note che seguono:

1) “solo quando il volume era già in stampa si è potuto registrare un ulteriore esempio di modulo cannese. Si tratta del portale del Palazzo Pace in San Costantino Albanese, il cui stemma – a metà tra l’arma parlante e la mera allegoria – basta da solo a ricordare i putti dello stemma di Palazzo Rinaldi in Noepoli (altro modulo cannese) e, d’altra parte, è arricchito – dalla stessa mano che eseguì il vis unita fortior rinaldiano – dal motto κατεφιλησαν δικαιοσυνη και ειρηνη, deformazione della traduzione greca del salmo 84.11 (ελεος και αληθεια συνηντησαν δικαιοσυνη και ειρηνη κατεφιλησαν): “misericordia e verità s’incontreranno, giustizia e pace si baceranno”.

2) Altra nota dell’Autore è recuperabile tra le righe di un capitolo di altro autore che ha contribuito al volume: “Sul fonte battesimale della cattedrale di Cassano allo Ionio campeggiano tre diversi stemmi. Due sono posti nella parte superiore: si tratta della manifesta fascia dei Sanseverino e di una stella che ricondurrei pacificamente all’arma antica dei Del Balzo (e non sono pochi né ignoti i legami familiari tra le due famiglie). Il terzo stemma, più consunto e di dimensioni minori, è posto invece sul piede del fonte: la lettura ne è facilitata dalla presenza, sulla parete di fianco, di un diverso esemplare del medesimo blasone. Si tratta dello stemma cinquecentesco del vescovo Owen Lewis (1532-1594), a voler correttamente restituire la forma originaria di quel nome all’epoca fortemente latinizzato in Audoenus Ludovisi. Ad esser precisi vanno notate anche alcune discordanze storiografiche sull’ordine onomastico del vescovo, cioè sul fatto che si trattasse di Owen Lewis ovvero di Lewis Owen (e perciò Ludovicus Audoenus, pure attestato, come ad esempio nell’unica fonte che ne conferma le caratteristiche araldiche, ovvero F. Ughelli, Italia sacra, Venezia, 1717-1722 ma rist. an. Bologna, 1972-1989, IX, pp. 480 e ss.). Si tratta ad ogni modo del canonista e diplomatico gallese divenuto intimo di Carlo Borromeo e, nel 1588, vescovo di Cassano. Lo stesso creò una sede del seminario cassanese a Mormanno e il Monte di Pietà a Papasidero. Detto ciò, che lo si definisca stemma Owen o stemma Lewis, a memoria riesco a rilevare che proprio a Mormanno, su una parete esterna dell’antico seminario, è visibile un bell’esemplare lapideo che rende con efficacia la sobria eleganza – tutta geometrica – di questo blasone ‘triangolato’ (col capo alle tre stelle in fascia) altrimenti assai raro nell’araldica italiana e che solo dall’Oltremanica poteva giungere alle falde del Pollino”.

coat of arms Lewis Owen alba fragalia araba

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