Deformazioni teoriche 3. Le stravaganti testate periodiche italiane.

crossed keys society

 

     Qualcuno avrà già visto The Grand Budapest Hotel e avrà sorriso davanti alle peripezie della Società delle Chiavi Incrociate, la confraternita segreta che aiuta due protagonisti durante un’evasione e che si fregia di un simbolo necessariamente più simile alle sampietrine chiavi incrociate di sapore apostolico che a quelli di qualsiasi altra associazione assimilabile. Ma, a parte questi dettagli semiotici, viene in mente qualcosa d’altro. Possiamo superare anche le stramberie raccolte pochi anni fa da Maurizio Bettini e Omar Calabrese in BizzarraMente: eccentrici e stravaganti dal mondo antico alla modernità (Feltrinelli, 2012) e suggerire ai due studiosi di non affaticarsi oltralpe per la ricerca e la raccolta di pubblicazioni dal titolo e/o dall’argomento bizzarro, ma di sfogliare anche soltanto l’italianissimo Catalogo dei Periodici italiani (qui si farà riferimento all’edizione milanese del 2000, curata da Roberto Maini). Tornando alla Society of the Crossed Keys, lo sapevate che in Italia la Federazione italiana dei Portieri d’albergo pubblica dal 1973 il trimestrale «Bollettino delle chiavi d’oro»?

federazione portieri albergo

Ma c’è anche di meglio: ad esempio il periodico piemontese «Tubi e tubi. Rivista internazionale di processi industriali della trasformazione del tubo», altro trimestrale, pubblicato dal ’97 in circa duemila copie di tiratura. Perché i piemontesi, quando non capiscono un tubo, cercano di rimediare a tutti i costi (oggi però pare scalzata da «Elemento Tubo», la concorrenza è spietata).

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Poi c’è «Detergo. Rivista italiana di lavanderia, pulitura a secco, tintoria. Pubblicazione ufficiale della Unione italiana manutenzione tessili e affini», mensile milanese in auge dal lontano 1952, praticamente in contemporanea con la diffusione dei ferri da stiro nelle case delle massaie italiane.

Detergo

Spostiamoci sul sociale: registriamo un ancor più longevo trimestrale dell’assistenza sociale milanese, dall’infelice titolo (da pronunciare con accento rigorosamente meneghino) di «Tazzinetta benefica». Pari merito, per la scelta della testata, è «Ruota libera», infelice perché non è una rivista di ciclismo ma è il Notiziario d’informazione trimestrale a cura dell’Associazione paraplegici della Lombardia. Anche per questa rivista, tiratura di circa 2000 copie dal 1982.

Tazzinetta benefica

Le testate delle riviste mediche, poi, sembrano prediligere particolarmente le scelte imbarazzanti. Troppi i casi di comicità involontaria. Basti «Il diabetico della Campania. Periodico dell’Associazione italiana diabete per l’informazione e l’istruzione dei diabetici», quadrimestrale napoletano pubblicato dal 1981 e il cui abbonamento è riservato (forse esiste anche una Società Segreta dei Diabetici?).

Dopo l’assistenza e la medicina non resta che la morte. Ed eccoci a «Nuova Antigone. La rivista italiana del settore funebre e cimiteriale» trimestrale stampato in circa 9000 copie dal 1989 a Casciago (e passato poi a «Oltre Magazine»). E siccome non sappiamo cosa ci aspetterà quel giorno, sarà bene dare anche un’occhiata a «Nonsiamosoli. Periodico d’informazione sulla realtà extraterrestre» semestrale gratuito (cosa sono queste cose terrene?) stampato dal 1985, in circa 5000 copie, a Sant’Elpidio a Mare.

Ma ci sono anche la storia e la politica. Volevate che non esistesse il periodico «La Nuova toppa. Organo ufficiale dell’Associazione nazionale fra gli ex prigionieri di guerra dei campi francesi»? Sì, esiste anche quest’associazione, e il suo periodico annuale si stampa a Milano dal ’52 (forse gli abbonati erano proprio i mariti delle massaie di cui sopra).

E poi c’è «Il Nuovo Sud»: non fa ridere il titolo ma è incredibile che sia edita a Nusco, patria di chi al Sud non pare esser riuscito a dare tanto progresso, a dispetto delle promesse. Bimestrale in 1000 copie di tiratura, gratuite, casualmente pubblicate dall’indomani del terremoto del 1980.

Per finire, il titolo più inspiegabile: «Olismo-Ruben, New Age. Bimestrale acquariano indipendente per lo sviluppo integrale e il profumo dei diciassettenni» stampato in 1000 copie, sin dal 1992, a Campo Elice di Roccella, Località Calzata c/o Casa dell’Ulivo Blu. Il catalogo online del Sistema Bibliotecario Nazionale lo riporta con un titolo leggermente diverso: «Olismo-Ruben, new age: bimestrale di esoterismo per lo sviluppo integrale e profumo dei diciassettenni». Insomma, o sei acquariano indipendente oppure sei esoterista. La Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze ne custodisce addirittura cinque annate (ok, le ultime quattro lacunose); quella di Roma soltanto la seconda, lacunosa pure quella. Ma chiariamoci le idee. Olismo Ruben ha anche una sua pagina facebook zeppa di commenti e didascalie surreali (ehm… la pagina ha più followers di questo blog, e vabbé, sarà che non profumiamo come i diciassettenni). Nasce tutto dalla mente del sedicente Maestro Gaetano Messina, pittore, filosofo, fricchettone orgoglioso di aver posato nudo per primo (?) nel 1984…

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Dello stesso personaggio si può gustare una vecchissima intervista televisiva per una piccola rete siciliana. Il ‘maestro’ dipinge danzando su diverse orripilanti basi musicali avvolto in un’ampia tunica bianca. A voi lo spettacolo:

https://www.facebook.com/photo.php?v=1314936927992&set=vb.111030712243676&type=3&theater

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