Musiche 2. La sindrome da Fruizione Sonora Compulsiva #2 (di I. Raulsson)

Da qualche tempo alba fragalia araba ospita saltuariamente gli scritti musicali di I. Raulsson il quale, affetto da una duratura forma di psicosi da fruizione sonora compulsiva con episodi di bulimia musicale ciclica, narra di volta in volta la commovente esperienza del suo caso clinico, unendo i puntini da Kabalevskij agli Animal Collective, da Ennio Porrino agli Half-handed Cloud, da Heinz Lau agli Zubi Zuva. Invidia chi sa andare con la testa sott’acqua. È invidiato da chi non sa andare in bicicletta contemporaneamente in piedi e senza mani. Per le sue orecchie è passato di tutto.

continua da https://albafragaliaaraba.wordpress.com/2013/12/20/musiche-1-la-sindrome-da-fruizione-sonora-compulsiva-di-i-raulsson/

Stranglers Golden Brown alba fragalia araba

Parte II.

E in cosa consisteva questo eclettico repertorio? No, non nelle sigle dei cartoni animati, non nei singhiozzamenti daveniani, eccezion fatta per Nanà Supergirl (1983) musicata (come Pollon e altre) dal Piero Cassano dei Matia Bazar. No, con i piedi per terra erano predilette le ambientazioni musicali country di sottofondo agli inseguimenti di Hazzard (The Dukes of Hazzard). Banjo, fiddle e slide a non finire, con contorno di accelerate, sgommate, tamponamenti e sirene della polizia. Nel frattempo vennero loro: due 33rpm fondamentali e non di nicchia: quelli della Lineatre su Ennio Morricone e Henry Mancini. Di Mancini si scolpirono in testa le sue versioni di Midnight Cowboy (di John Barry, http://www.youtube.com/watch?v=GRRe2P3MA08), di Arabesque, http://www.youtube.com/watch?v=x1ymAoUptXE&feature=kp, di Borsalino (di Bolling, http://www.youtube.com/watch?v=dJ95rO1NvV4), e The Harmonica Man (di Morricone, http://www.youtube.com/watch?v=JpFDmtZO3Ok). Di questo, invece, lasciò il segno il volume 2 delle sue musiche da western: Il mio nome è nessuno http://www.youtube.com/watch?v=1TZrUxw4Ev8, Il buono il brutto il cattivo http://www.youtube.com/watch?v=t8d5-cYEEuE, Un genio due compari un pollo http://www.youtube.com/watch?v=s1GW0m858II, Il mercenario (in particolare: titoli di testa, http://www.youtube.com/watch?v=BtxAyAEi-hA, il mercenario, http://www.youtube.com/watch?v=xW1dCtM0k-o, l’arena, http://www.youtube.com/watch?v=8PykHgkq8-Q). C’è chi detesta Morricone. Di solito si tratta dei peggiori conservatoristi spocchiosi. Morricone è un’altra cosa: lui poteva permettersi i ghiribizzi nelle primissime battute dell’arrangiamento a Sapore di sale e sempre lui poteva permettersi di dondolare per vari secondi tra i pochi semitoni che rendono le strofe di Se telefonando, deturpate poi da un paroliere banale come Maurizio Costanzo.

Per quanto riguarda la musica leggera propriamente detta, era l’epoca di lunghe gite con diplomandi dal doppio dei miei anni, e anche di più. Ragion per cui ne scaturiva più o meno tutto l’armamentario della top5 del periodo ’84-’87. Su tutte: Shame (http://www.youtube.com/watch?v=zbZ9uCQW1Hk), Relax (http://www.youtube.com/watch?v=7WZ33w3B8Hw), The wild boys (http://www.youtube.com/watch?v=M43wsiNBwmo&feature=kp) e Notorius (http://www.youtube.com/watch?v=HGDmBLAPikU), Venus (http://www.youtube.com/watch?v=JH3WvI_S6-k&feature=kp) e The final countdown (http://www.youtube.com/watch?v=MnqYwcuIjPM&feature=kp).

E poi ancora tv, con varie siglacce dei film con Bud Spencer, firmate f.lli De Angelis ovvero Oliver Onions (Dune buggy, http://www.youtube.com/watch?v=KeKQl6BD7yw e L’ultimo valzer, http://www.youtube.com/watch?v=1BfzLqQjFcQ), ma soprattutto le pubblicità, con alcuni episodi del tutto trascurabili (se vi si riuscisse) come Zucchetti (http://www.youtube.com/watch?v=pnz4-wNjzlA) e altre perle sottovalutate, in realtà capolavori di Hugues Le Bars, uno degli artisti più bistrattati e incompresi della musica elettronica degli anni ’80: Bebè Funk (http://www.youtube.com/watch?v=CNRkWDhyt8c&feature=kp) e lei, il capolavoro assoluto: Locomotive Vocale, http://www.youtube.com/watch?v=W77KX8D7CgwQualcosa mi dice pure (ma c’è chi smentisce, e tuttavia resto della mia idea) che ci sia il suo zampino pure nell’altro jingle dimenticato: Lovable (http://www.youtube.com/watch?v=gs3rMiSjKBU).

Poi un’altra cosa: non ho mai sopportato lo Zecchino d’Oro eccetto una canzone che nessuno ricorda. Lei era una bionda bambina ungherese (Lidia Kovacs) e il brano era un (tremendo) adattamento di una graziosa ballata popolare (Beszelj te hogy beszelhessek, ve ne prego, il link cercatevelo da voi). Ora bisognerebbe capire se in seguito ho apprezzato le Danze Slave di Antonín Dvořák perché mi ricordavano quel brano o perché memore di quella bambina. E se ho venerato gli adattamenti per banjo di alcuni brani popolari dell’Est europeo (così resi da Tony Trishcka, su tutte: Liberec) per il primo o per il secondo motivo, magari condito da un mescolamento con gli inseguimenti nella contea di Hazzard. Voto per la motivazione più innocua, del resto anche uno dei miei brani di musica leggera preferiti richiama (e l’ho capito dopo anni) qualcosa del Morricone western. No, non ve lo dico qual è. Tanto non lo conoscete, continuate a leggermi, ne riparlerò. Ma tenete conto che fridge is full of flesh.

Il resto dell’ambiente domestico non offriva granché. Il fischio continuo di un falegname vicino casa, l’Ave Maria di Lourdes delle finte campane della chiesa, le zampogne in visita a Natale e un dischetto di auguri allegato a un giornalino per bambini, che precocemente imparai a far andare in senso contrario, ascoltando le ben più interessanti liriche “irugua irugua” come anni più tardi mi si sarebbe ingenuamente detto di fare con gli Eagles e compagnia bella o come, ritardatario e sempre insoddisfacente, Elio canterà più tardi (ok, lo dico da ora: perché insoddisfacente? Perché uno che ha ascoltato Zappa per decenni non può che ritenere Elio e le storie tese innocui epigoni provinciali, una specie di cover band da piazza di paese: bravissimi, per carità, ma totalmente superflui).

Si arriva così alla fine dell’infanzia. Una chiosa musicalmente catastrofica, a cavallo tra la brutta fine degli ’80 e i pessimi anni ’90 in cui, a quanto pare, la musica leggera toccò il suo nadir qualitativo. C’era gente senza vergogna che mandava ai primi posti in classifica The Power (http://www.youtube.com/watch?v=z33tH-JdPDg&feature=kp), o Pump up the jam (http://www.youtube.com/watch?v=9EcjWd-O4jI&feature=kp) quindi non prendetevela con me se per un breve periodo della mia insania fruitiva ho collezionato dischi di Jovanotti. Ebbene sì, il primo, quello che biascicava idiozie in un inglese maccheronico e toscanizzato. A mia discolpa devo pure dire di aver rimediato prestissimo, non tanto apprezzando quella Name and number o quella Nothing compares 2 U di Prince riveduta e corretta da Sinéad  O’Connorche pure un segno l’hanno lasciato, quanto acquistando di mia spontanea volontà i miei primi 45rpm. 45 giri di tutto rispetto: Personal Jesus (http://www.youtube.com/watch?v=u1xrNaTO1bI), Enjoy the silence (http://www.youtube.com/watch?v=m0AKJMGxwpE) e, soprattutto (la fierezza si fa ancora sentire), King Kong Five dei Mano Negra (http://www.youtube.com/watch?v=sikVd_ISevU&feature=kp, perla di Puta’s fever, mentre altro piccolo capolavoro sarà poi Casa Babylon, secoli prima che Manu Chao/Oscar Tramor si svendesse definitivamente ad usum matricularum Dams). Deejay Television, intanto, mandava in onda anche qualche pezzo vecchio, e qualche vecchio video. Non male, per cominciare a recuperare il tempo perduto prima di nascere. Due brani si fecero notare. Maggie Mae (http://www.youtube.com/watch?v=fD_6KqP7K0g) e la somma Golden Brown (http://www.youtube.com/watch?v=d7R7q1lSZfs, di cui ancora oggi non so dire se è più bella la musica o il video).

(continua…)

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